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Aldo Ardetti
Sono nato a Mesa di Pontinia, in provincia di Latina. Giornalista pubblicista dal gennaio 1979.
Mia madre, raccontava, andò a lavorare nei campi fino al giorno precedente il parto.
Ho svolto diversi mestieri: lavorato in campagna, rappresentante, commesso, in fabbrica per 15 anni (posso affermare di essere stato un Mimì metallurgico), documentarista, redattore di quotidiani e direttore responsabile di periodici, radio e televisione, editore, operatore turistico, impiegato. Ho insegnato ai giovani apprendisti lavoratori. Sono un appassionato di foto-cinematografia. Ho praticato corsa campestre e rugby a livello agonistico.
Ho iniziato giovanissimo a scrivere versi. Presente nel 1967 ne "IL Lauro d'Argento", una iniziativa editoriale per far conoscere giovani poeti italiani. Nel 1971 pubblico "Colloquio poetico", raccolta di poesie giovanili con prefazione di Giacomo Lauri-Volpi. Il 13 agosto 1970 recensione su l'ABC di Madrid di Julian Corte Cavanillas. Dal 1975 inizio a collaborare, coordinare e dirigere periodici (La Città e la Regione, La Città, ModArt) ed emittenti radiotelevisive. Ho promosso manifestazioni cultural-folkloristiche e ottenuto consensi e meriti in numerosi eventi letterari. Sono presente in numerose antologie e riviste di narrativa, poesia contemporanea (tra tutte Storie di Leconte Editore) e siti web tra i quali il portale della rivista culturale ‘Stilos’. Alcune poesie sono tradotte in inglese, spagnolo e russo. Nel dicembre 1994 ho pubblicato la raccolta "L'odore del tempo" (una copia è presente nell'Archivio di Stato di Latina) e nel 1998 "Pensieri e storie in versi". Ho ricevuto un Premio speciale a "I RACCONTI DI SABAUDIA", Baldini Castoldi Dalai Editori. Sono stato inserito nell'Annuario di poesia 2006, Edizione Progetto Cultura 2003 presentato per "Spazio Poesia" alla Fiera Più libri più liberi - Palazzo dei Congressi di Roma-Eur. Presente nei Racconti nella Rete 2007. Per il collettivo Kai Zen, autore de "La Strategia dell’Ariete" (Ed. Mondadori), ho scritto un racconto per "I Sentieri di Seth" apocrifi.
Sono stato impegnato con "Cronache da un pianeta abbandonato", romanzo a scrittura collettiva di Anonima Scrittori con Antonio Pennacchi, Premio Strega 2010 . Il primo capitolo è stato pubblicato sul numero 42 di Nuovi Argomenti, la rivista di letteratura edita da Mondadori, fondata da Alberto Moravia e Alberto Carocci nel 1953 e attualmente diretta da Dacia Maraini e alla stesura, con altri autori, del Romanzo Totale 2008 di KAI ZEN.
Presenze cartacee con: Baldini Castoldi Dalai Editori, Storie di Leconte Editore, Inchiostro - Il Riccio Editore, Toilet - 80144edizioni, Aletti, Il Filo, Giulio Perrone Edizioni, I fiori di campo, Nuovi Autori, Delos Books,...

A Rio Martino

Gabbiani eleganti veleggiano
nel salso vento fievole e sottile
e mormorii fluttuanti carezzano
fiancate e rampe del pontile.

Nell’odore che aggredisce
gli uccelli scrutano le acque,
sinuose tra i canneti le bisce
vagano nel trasparente specchio.

Stazzi di filo spinato e lamiere
difendono i mattoni del rottame,
mura scrostate di vecchio cantiere
assediato da crateri nel brecciame.

Sulla diroccata torre costiera
ormai appiglio e asilo di rapaci,
nella spenta calce e vecchia pietra
proliferano burrasche di radici.

I fiori della duna nelle chiazze
concesse dalla sabbia e dai legni,
i fiori delle piante grasse
creano diseguali tappeti sanguigni.

Tra gli erbaggi radicati alla riva,
ancorate le trappole dei martavelli,
senza beccheggio alla deriva
si estinguono lignei battelli.

Sartiame e sugheri marciscono al sole
bussano le sagole sugli alberi nel porto,
un rumore metallico sempre uguale
che par di udire una campana a morto

mentre il mare diventa muto e sordo
noi non sappiano quali consigli
dare al cuore frequentato dal ricordo
ad un cuore affollato di risvegli.

Circeo

Si erge Circeo dall’adamantino
pelago delle ponziane isole;
nella frizzante aria del mattino
figure all’orizzonte del sole,

mirar di barche a issare reti
imitar gesta per sostentamento,
lavorar di braccia e assenti
tempo, ogni pensiero di lamento.

Sotto il monte è la mia casa
tra scavati canali e le gore
arriva un profumo di cerasa,
il soffio maestrale dal sapore

di umido salino nelle vie,
porti ove lo stracco pescatore
approda barche con spumose scie
in un sussurrar di acquose note.


Calura

Nella viva favilla, ostinata
sui rilievi dell'aurea arena,
dalle cicliche maree bagnata,

ho sfiorato labbra di amarena
nel mentre lo scarabeo tracciava
le infinite rotte sulla rena.

Al vento le parole regalava,
l'alito e il profumo che ella
dietro rovi dunali defilava

le perle saline a catinella
che fulmineo le evaporava
il fuoco dell'accecante stella.

26 maggio 1956
(a mio padre)

Volasti quando ancora scalzo
correvo ingenuo e felice
per pietrose e polverose strade,
arrampicavo secolari giganti
per cogliere carrube.
Quali percorsi poi
la vita ci ha programmato,
quale destino si è impadronito di noi,
quali e quanti indirizzi abbiamo abitato.


All'Astura

È ricordare quella salsedine
che sentivamo e odoravamo,
sulla nostra pelle respiravamo.
Quell'aria di latice di pineta,
quel mare di conchiglie calpestate
nella moria di alghe sulla riva,
l'inciampare in ciottoli romani
ormai antica creta consumata,
levigata da clessidra salina
che conosce lo scorrere del tempo,
la perenne voce di risacca.


Il sale del dolore

Ancora è nell'aria
il pianto disperato,
le roche parole sgorganti
da una malata gola
in quel ristoro ferroviario.
Non ci fu vento o parola
ad asciugare umiliazione,
il mio cuore, i miei occhi
che regalavano alle mie labbra
tutto il sale del dolore.

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